Da quando raggiungiamo la maturità intellettuale, non abbiamo più difficoltà a distinguere gli organismi animati dalle cose: sappiamo bene che l'orsacchiotto non è vivo, come non lo è un tamagotchi
, come invece lo sono le zanzare. (purtroppo ;-)
Se però cerchiamo di spiegare quali sono le caratteristiche peculiari dei viventi, scopriamo che non è affatto semplice. Si dice infatti che ogni organismo si 1.muove, 2.cresce, 3.riproduce e 4.muore. Ma il mulo nasce sterile, dunque è un minerale? Se tuttavia escludiamo la riproduzione... il fuoco si muove, cresce e si estingue; quindi è vivo? Allora potremmo introdurre la conservazione adattiva delle proprie caratteristiche, ma in tal caso includiamo i virus: che all'interno della cellula ospite si conservano e riproducono, ma se li isoliamo sono una semplice catena di monomeri ordinati, (DNA o RNA) inerti come cristalli. Perciò non basta sostenere che gli organismi viventi possiedono informazioni autoconservative: altrimenti un monomero
cioé una molecola con gruppi funzionali in grado di combinarsi con altre molecole, sarebbe di per sé viva.
Qual è, allora, la forma più elementare di vita sulla quale non si nutrono dubbi? Amebe, alghe, organismi unicellulari. Il dogma della biologia, infatti, è che tutti i viventi sono composti da cellule. Ma nella cellula non c'é un elemento depositario della 'scintilla vivente': all'interno di un organismo vivente ci sono semplici macromolecole.
...E invece, noi umani?
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