la realtà: in cui vi sono esseri viventi

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Da quando raggiungiamo la maturità intellettuale, non abbiamo più difficoltà a distinguere gli organismi animati dalle cose: sappiamo bene che l'orsacchiotto non è vivo, come non lo è un tamagotchi it.wikipedia.org, come invece lo sono le zanzare. (purtroppo ;-)
Se però cerchiamo di spiegare quali sono le caratteristiche peculiari dei viventi, scopriamo che non è affatto semplice. Si dice infatti che ogni organismo si 1.muove, 2.cresce, 3.riproduce e 4.muore. Ma il mulo nasce sterile, dunque è un minerale? Se tuttavia escludiamo la riproduzione... il fuoco si muove, cresce e si estingue; quindi è vivo? Allora potremmo introdurre la conservazione adattiva delle proprie caratteristiche, ma in tal caso includiamo i virus: che all'interno della cellula ospite vivono e si riproducono, ma se li isoliamo sono una semplice catena di informazioni, (DNA) inerte come un cristallo. Perciò non basta sostenere che gli organismi viventi possiedono informazioni autoconservative: altrimenti un monomero it.wikipedia.org come il DNA, cioé una molecola con gruppi funzionali in grado di combinarsi con altre molecole, sarebbe di per sé viva. Qual è, allora, la forma più elementare di vita sulla quale non si nutrono dubbi? Amebe, alghe, organismi unicellulari. Il dogma della biologia, infatti, è che tutti i viventi sono composti da cellule. Ma nella cellula non c'é un elemento depositario della 'scintilla vivente': all'interno di un organismo vivente ci sono semplici macromolecole.
Ragionando a partire dai dati dell'osservazione, quindi, la vita risulta causata da un'organizzazione molecolare estremamente complessa.



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