la realtà: è mutevole

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La terza osservazione fenomenica è una generale instabilità
Non pare mutare proprio tutto, però: a essere precisi, gli astri sembrano viaggiare imperturbabili. Per questo Aristotele ritiene che le sfere celesti sono di etere incorruttibile. Ma se compariamo gli spettri ottenuti da un radiotelescopio (o assumiamo ab auctoritate le conferme della comunità scientifica it.wikipedia.org) appuriamo che anche le stelle sono in trasformazione. (Particelle composte quali i protoni, invece, potrebbero avere vita eterna, ma questa ipotesi non è ancora verificata)
Perciò, per quel che ne sappiamo ora, il nostro universo è mutevole.


Il punto di partenza
A cui siamo giunti è quindi che: qualcosa esiste, che si manifesta in fenomeni diversificati e mutevoli.
Qualunque sistema filosofico, ipotesi scientifica o visione religiosa della realtà, ha il compito di spiegare questa esperienza fondamentale.
Ragionare a partire da questa esperienza significa scegliere il realismo filosofico it.wikipedia.org, che conferma il comune buon senso.