società globale

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società - imprese - Stati - mass media - cultura - tecnologia - cittadini


La popolazione umana è prossima ai 7 miliardi di individui, le cui vite sono di qualità ben diversa, rispetto all'area geopolitica, per quanto riguarda:
1. ricchezza
2. diritti
3. cultura



Paesi sviluppati
Stati Uniti, Giappone, Canada, Australia, Europa occidentale, Israele, Arabia Saudita, Emirati Arabi, Qwait. Sono caratterizzati da lavoro terziarizzato, reddito procapite (annuale) sopra a $10.000, consumo di beni strumentali e di lusso. Diritti avanzati, ma spesso inapplicati. Cultura capitalista laica ma con forte presenza monoteista a eccezione del Giappone. Stasi demografica compensata dai flussi migratori, sempre con l'eccezione del Giappone.


Paesi in via di sviluppo
Argentina, Uruguay, Brasile, Venezuela, Europa orientale, Algeria, Marocco, Turchia, Taiwan, Cina, India, Corea del Sud, Ex-Jugoslavia. Il settore di punta è quello secondario, industrie tessili e siderurgiche. Il reddito procapite va da $3000 a $5000. L'economia è molto competitiva perché non esiste sindacalizzazione. Diritti aleatori, grandi sacche di povertà, cultura monoteista in Sud America e Africa del Nord, mista in Europa orientale, Cina, India e Taiwan. Crescita demografica medio/alta a eccezione dell'Europa Orientale.


Paesi sottosviluppati
Zambia, Kenia, Somalia, Burundi, Senegal, Camerun, Mozambico, Sudan, Congo, Etiopia, Ciad, Zaire, Sud Africa, Indonesia, Thailandia, Cambogia, Vietnam, Filippine, Afghanistan, Giordania, Iran, Iraq, Egitto, Pakistan, Cuba, Messico, Ecuador, Nicaragua, Cile, Perù, Bolivia, Paraguay. L'occupazione è quasi esclusivamente nel settore primario (agricoltura e estrazioni minerarie), il reddito procapite è inferiore ai $1000. Nei paesi sottosviluppati maggiormente arretrati, la popolazione vive di autoconsumo mentre il ristretto numero di privilegiati che vive nel lusso possiede vasti latifondi sfruttati da una tecnologia rudimentale: questi Stati, perciò, esportano poco e il disavanzo è appena sufficiente a rimborsare gli interessi sui prestiti. Ma il peso del debito economico grava su tutti i paesi di questo gruppo; la popolazione non gode di nessun diritto reale; vive spesso in condizioni inumane, sotto dittature militari, vessata da guerre civili e conflitti bellici decennali; i casi migliori (Egitto, Pakistan) sono democrazie deboli che danno servizi sociali inadeguati, sopratutto sotto il profilo sanitario.
Le popolazioni di tutti i paesi sottosviluppati sono intrise di religiosità tradizionale con frequenti derive fondamentaliste. La crescita demografica è esponenziale, accompagnata da alta mortalità infantile e aspettative di vita sotto ai 50 anni.


Società globale
Ogni area è influenzata dagli aspetti salienti del mondo contemporaneo:
1. libero mercato di imprese a capitale
2. Stati moderni
3. mezzi di comunicazione di massa
4. sfruttamento massiccio delle risorse ambientali
5. progresso sempre più rapido nella tecnologia

6. aumento della forbice sociale

7. ricchi sempre più ricchi inferiori al 10% della popolazione
8. debito pubblico
9. erosione del tessuto sociale tradizionale



I primi 5 aspetti raggiungono ogni società del pianeta: non esistono nicchie isolate, anche il più sperduto paesino del Sudan dove ancora vigesse il baratto, una tribù nomade Boscimane o un clan di tagliatori di teste nel Borneo, sono inseriti nella civiltà globale; ad esempio, il loro habitat è meta dell'industria del turismo, viene influenzato per l'estrazione delle risorse o per esigenze strategiche; esistono solo nella misura in cui le leggi li garantiscono; incrociano la tecnologia: strade, rifiuti in plastica, aerei; e sono costantemente mappati dai satelliti militari.
Gli ultimi 4 aspetti sono condivisi dalla larga maggioranza delle società.
Lo scenario che quindi si prospetta in tutto il pianeta è una minoranza di individui privilegiati che controllano l'industria e i capitali o che governano la popolazione e che perseguono ideali e stile di vita del tutto simili, a prescindere dall'appartenenza politica, culturale e religiosa.
E le masse popolari, che invece si distinguono a seconda dell'area geopolitica: 1.godono di diritti (perlopiù teorici) e capacità di consumo nei paesi sviluppati, mentre 2.godono di scarsissimi diritti e hanno uno limitato potere di acquisto nei paesi in via di sviluppo, e 3.vengono ampiamente sfruttati alla stregua delle risorse ambientali nei paesi sottosviluppati.


Relazione tra demografia, benessere, istruzione e religiosità
Tollerando l'inevitabile approssimazione di contesti storico-culturali propri di ogni nazione, nelle aree e nelle classi sociali dove predomina la cultura patriarcale it.wikipedia.org o il fondamentalismo religioso, la crescita demografica è alta (dai 3 fino ai 6 figli per donna) e il prodotto procapite e l'istruzione sono basse. Le ragioni sono banali: nelle culture arcaiche di tipo patriarcale o fondamentaliste la donna gode di minore autonomia e diritti, si sposa più giovane, viene disincentivata la contraccezione e l'istruzione femminile. (In Africa il 50% della popolazione femminile è analfabeta it.wikipedia.org) I capi religiosi e i loro seguaci, per contestare questo parallelismo, ricorrono a casi specifici come l'India: ma la crescita economica del 9% e la presenza del quarto esercito nucleare del mondo non vanno confusi con il reddito procapite, che per il 44% degli indiani rimane di 1$ al giorno. (rivalutato a $5 come PPP, potere reale d'acquisto)
E' vero, poi, che le proiezioni rassicurano che nel 2050, entro i 9/10 miliardi, l'incremento demografico si stabilizzerà. Ma a causa della morte: il cui tasso sta crescendo nei paesi dell'Africa Orientale it.wikipedia.org, in controtendenza rispetto al resto del pianeta. Finché aumentano i bambini nati in condizioni di sottosviluppo, maggiore sarà il numero assoluto di mortalità it.wikipedia.org e sfruttamento minorile. Il che significa, in altre parole, che i paesi sottosviluppati, caratterizzati da culture arcaiche o fondamentaliste, avranno un sempre più alto numero di morti it.wikipedia.org.


Le cause di morte
L'andamento demografico, legato all'equilibrio tra mortalità e natalità, non distingue tra il numero di 'non concepiti' e il numero di morti. Se ad esempio si debellassero in questo istante tutte le cause di mortalità it.wikipedia.org precoce (1.denutrizione, 2.carenza di igiene e 3.sanità, 4.guerre, 5.tumori dovuti all'inquinamento e al tabacco, 6.alcol e obesità it.wikipedia.org, 7.AIDS, 8.incidenti stradali) si raggiungerebbero i 9 miliardi nel 2050 anche assestandosi ai livelli di natalità occidentali: cioé meno concezioni e meno morti. Non è la crescita demografica in quanto tale, ma il ritmo demografico it.wikipedia.org, a dare una mano alla morte.


Impatto umano sull'ambiente
Un fattore che incrementa pressoché tutte le cause di mortalità è il depauperamento ambientale. Affinché le strategie economico-politiche possano modificare il tenore dei consumi e il progresso rendere disponibili risorse energetiche alternative e migliori sistemi di riciclaggio e smaltimento, occorre tempo. Un ritmo demografico elevato sfugge alle prevenzioni che si attueranno - se si attueranno - in futuro, traducendosi ancora una volta in tasso di mortalità.


Le forze che stabiliscono la rotta della società globale
Il mantenimento di questo asset mondiale dipende dal funzionamento delle imprese a capitale, dall'organizzazione dello Stato e dalla cultura dei popoli.
Nella pagina dedicata alla cultura definiremo i rapporti tra mezzi di comunicazione di massa, tecnologia e tradizione.




>> leggi dall'inizio.
"I Paesi che di recente si sono affacciati sulla scena internazionale come nuove potenze economiche hanno conosciuto un rapido sviluppo proprio grazie all'elevato numero dei loro abitanti. Tra le Nazioni maggiormente sviluppate quelle con gli indici di natalità maggiori godono di migliori potenzialità di sviluppo. In altri termini, la popolazione sta confermandosi come una ricchezza e non come un fattore di povertà"
Papa Benedetto XVI, articolo apparso su Repubblica l’11/12/2008 it.wikipedia.org