vita umana: la memoria

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intro - corpo - bisogni - istinti - emozioni - ricordi - pensieri - fantasie


La conoscenza del mondo e la memoria
Nel mito di Er filosofico.net, Platone favoleggia che conoscere è un ricordare ciò che vedemmo con l'anima prima della discesa nel corpo. In effetti soltanto l'esperienza del mondo ci permette di conoscerlo, o meglio di riconoscerlo: l'intera rappresentazione della realtà viene permessa da un confronto continuo con il serbatoio di ricordi che abbiamo di essa. Questo serbatoio è un reticolato sinaptico nell’ippocampo, che è l'unica parte del cervello a creare nuovi neuroni anche in età avanzata.


Riflettere sulla propria capacità di riflettere (intentio secunda, per i latini)
Non ho mai colto in cani e gatti quel tipico comportamento di chi rimugina: guardare nel vuoto cercando qualcosa dentro di sé, che in noi è spesso accompagnato da strani rituali: aggrottare le sopracciglia, accarezzarsi il mento... Quando rimuginiamo, secondo Chris Frith bonadonnalibri.it, l’abilità non sta tanto nel manipolare mentalmente l'oggetto del pensiero, bensì nel prendere coscienza del come noi ce lo rappresentiamo. Tale caratteristica viene definita meta-rappresentazione e rivela quella struttura di dati che permette l'autoconsapevolezza.


Come fai a sapere che sei tu?
Così facendo, possiamo mettere a fuoco il qualia it.wikipedia.org 'io': quel costrutto mentale investito di emozioni con cui ci identifichiamo, per la cui composizione la memoria è fondamentale. Ami e poi non ami, ma sempre resti tu. Cambi idea e resti tu. Il tuo corpo pure, cambia, e resti sempre tu. Perché ti riconosci: il riconoscimento del proprio volto e di tutto ciò che ci identifica è permesso dalla memoria episodica (affettiva e personale) e costituisce quello che Damasio riflessioni.it chiama il autobiografico.
Ciononostante, la memoria è labile; perciò l'io autobiografico è ugualmente soggetto a un impercettibile, continuo rimaneggiamento.